La dieta mediterranea: patrimonio dell’Unesco

Una delle finalità dell’UNESCO è l’identificazione di una lista di luoghi “patrimonio della umanità”, ossia luoghi con valore culturale o ambientale la cui conservazione viene ritenuta importante per la comunità mondiale.

Dal 2001 l’UNESCO ha iniziato a redigere una lista di patrimoni culturali immateriali dell’umanità, ossia tradizioni che spesso non hanno una regola “scritta”ma che sono tramandate oralmente di generazione in generazione. Il 16 novembre 2010 ha incluso la Dieta Mediterranea nella lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità, affermando il valore culturale di questo grande patrimonio che si ispira ai modelli della tradizione alimentare di quattro paesi di un’area geografica del mediterraneo: Italia, Grecia, Spagna e Marocco.

La Dieta Mediterranea è la prima pratica alimentare tradizionale al mondo ad essere iscritta nella lista e l ’UNESCO la descrive così:

La Dieta Mediterranea rappresenta un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo. La Dieta Mediterranea è caratterizzata da un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo e nello spazio, costituito principalmente da olio di oliva, cereali, frutta fresca o secca, e verdure, una moderata quantità di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi, sempre nel rispetto delle tradizioni di ogni comunità. Tuttavia, la Dieta Mediterranea  è molto più che un semplice alimento. Essa promuove l’interazione sociale, poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da una data comunità, e ha dato luogo a un notevole corpus di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende. La Dieta si fonda sul rispetto per il territorio e la biodiversità e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all’agricoltura, nelle comunità del Mediterraneo come ad esempio nelle zone della Soria in Spagna, Koroni in Grecia, Cilento in Italia e Chefchaouen in Marocco. Le donne svolgono un ruolo indispensabile nella trasmissione delle competenze, così come della conoscenza di riti, gesti tradizionali e celebrazioni, e nella salvaguardia delle tecniche.





Programma di Sviluppo Rurale Puglia 2007-2013
Asse IV – Fondo FEASR– Misura 421
Progetto di cooperazione transnazionale “LEADERMED”:
TUTELA E VALORIZZAZIONE DELLE CULTURE LOCALI SULLA DIETA MEDITERRANEA


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