La dieta mediterranea: storia, territori, tradizioni, curiosità

La Dieta Mediterranea trae le sue origini in un’area geografica considerata unica nel suo genere, il “bacino Mediterraneo”, definito dagli Storici “la culla della civiltà”perché in questo territorio ha inizio l’intera storia del mondo antico. Presso le sue sponde si estende la vallata del Nilo, sede di un’antichissima e progredita civiltà; i due grandi bacini del Tigri e dell’Eufrate furono l’ambiente delle civiltà dei Sumeri, degli Assiri, dei Babilonesi e dei Persiani. Sempre nel territorio Mediterraneo si impose la potenza dei Cretesi, poi emersero i Fenici e i colti Greci fino all’affermarsi della potenza di Roma che permise al territorio di diventare la “bella terra” tra l’Oriente e l’Occidente. Da qui in poi il Mediterraneo diventa il punto d’incontro di popolazioni che, con i loro contatti, hanno di volta in volta modificato culture, usanze, lingue, religioni, modi di pensare trasformando e apportando cambiamenti nello stile di vita con il procedere della storia.

Territorio, dal punto di vista geografico,  estremamente frammentato, formato da pianure, altopiani, catene montuose, penisole e isole con così tanti microclimi da permettere una flora e fauna abbondante e variegata.

Molti ricercatori attribuiscono l’importanza che il territorio Mediterraneo ha avuto nella storia al suo particolare clima: estati lunghe, molto calde e secche, inverni miti e umidi che hanno reso questa area geografica una delle terre più ospitali e ricche dell’intera terra.

L’antica tradizione romana, sul modello della Grecia, identificava come simbolo della cultura rurale ed agricola il pane, il vino e l’olio, ed inoltre consumava prodotti come il formaggio di pecora, ortaggi e pesce, quest’ultimo in maggiori quantità  rispetto alla carne. Le classi ricche amavano il pesce fresco (che mangiavano soprattutto fritto in olio di oliva e arrostito) ed i frutti di mare, in particolare le ostriche, che mangiavano crude o fritte. Agli schiavi, invece, era destinato cibo povero, cioè pane, mezza libbra al mese di olive e di olio di oliva, piccole quantità di pesce sotto sale e raramente piccole quantità di carne.

La tradizione romana presto si scontrò con le abitudini alimentari importate dai popoli germanici, principalmente nomadi, che vivevano in stretto contatto con la foresta dalla quale ricavavano, con la caccia e l’allevamento, la maggior parte delle risorse alimentari. Allevavano maiali che poi utilizzavano in cucina, ma coltivavano anche ortaggi in piccoli orti vicini agli accampamenti. I pochi cereali coltivati non venivano usati per fare il pane ma la birra.

Lo scontro di queste due culture produsse una loro parziale integrazione e così anche le abitudini alimentari in parte si fusero. In ogni caso la cultura Romana mostrò resistenze nel cambiare il proprio stile “mediterraneo” di alimentazione con quello barbarico.

Gli elementi chiave della Dieta Mediterranea, cioè la triade olio, pane e vino, furono invece esportati nell’Europa continentale dagli Ordini monastici che erano lì emigrati per evangelizzare quelle popolazioni. Pane, olio e vino erano infatti gli elementi centrali della Liturgia cristiana ma più tardi essi furono adottati anche dalla gente comune.

Successivamente la nuova cultura alimentare, nata dall’unione e dalla fusione delle abitudini di due diverse civiltà, l’impero romano cristiano e quello germanico, si incrociò con una terza tradizione, quella del mondo Arabo che aveva sviluppato sulle rive meridionali del Mediterraneo una sua specificità alimentare.

Proprio i Musulmani diedero una spinta al rinnovamento dell’ agricoltura che influenzò il modello alimentare con l’ introduzione di nuove specie di piante conosciute o usate solo dalle classi più abbienti in quanto costose, come ad esempio lo zucchero di canna, riso, agrumi, melanzana, spinaci e spezie, come pure vennero utilizzate nella cucina dell’Europa meridionale, acqua di rose, arance, limoni, mandorle e melograno.

La cultura islamica, pertanto, partecipa ai cambiamenti e  alla trasformazione dell’unità culturale del Mediterraneo che Roma aveva costruito e dà un contributo decisivo al nuovo modello culinario che si andava formando. Un significativo numero di cibi, trasmessi dai Musulmani ai Latini, infatti  portano con sé le loro tecniche di preparazione e le loro ricette.

Un altro evento di grande impatto storico fu, come è noto, la scoperta dell’America da parte degli Europei. Ne è testimonianza l’acquisizione nella tradizione culinaria di nuovi prodotti alimentari come le patate, i pomodori, il mais, i peperoni, il peperoncino, come pure diverse varietà di fagioli.

Il pomodoro, “curiosità esotica”, frutto ornamentale solo tardivamente considerato commestibile, fu il primo vegetale rosso ad arricchire il nostro paniere di piante per diventare più tardi un simbolo della cucina Mediterranea.

Se la centralità degli ortaggi resta uno dei punti di forza della tradizione Mediterranea, è importante ricordare il ruolo dei cereali come base della cucina semplice e come strategia di sopravvivenza quotidiana grazie alla loro”capacità di riempire”, riducendo i morsi della fame delle classi povere. Il tipo di cereali consumati, come pure i modi di trasformazione, assumono sfaccettature diverse a seconda delle connotazioni geografiche e delle tradizioni tipiche delle popolazioni e dei paesi confinanti con il Mediterraneo. Pane, polenta, couscous, zuppe, paella e pasta rappresentano modi diversi di consumare i cereali.

Il percorso storico  permette di identificare molte similitudini tra la Dieta Mediterranea e la dieta dei nostri antenati, a dimostrazione di un filo conduttore che, dalla civiltà mesopotamica alla scoperta dell’America, ha portato all’introduzione di nuovi alimenti che caratterizzano la Dieta Mediterranea, così come la conosciamo oggi.





Programma di Sviluppo Rurale Puglia 2007-2013
Asse IV – Fondo FEASR– Misura 421
Progetto di cooperazione transnazionale “LEADERMED”:
TUTELA E VALORIZZAZIONE DELLE CULTURE LOCALI SULLA DIETA MEDITERRANEA


Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.



GAL Sud-Est Barese S.c.m. a r.l.
Sede Operativa: Via Nino Rota, 28/A -
70042 Mola di Bari (BA)
Tel. +39 080 4737490 + Fax. +39 080 4731219 - P. IVA 07001380729
PEC: galseb@gigapec.it - info@galseb.it