Tutela dei prodotti tipici e di qualità: dalla denominazione protetta all’etichettatura dei prodotti alimentari selezionati

Al fine di tutelare i prodotti tipici di qualità il legislatore a livello europeo, a partire dall’emanazione del Reg. CEE 2081/92 fino al vigente Reg. UE 1151/2012, ha introdotto specifiche norme riguardanti la protezione delle denominazioni d’origine e delle indicazioni geografiche dei prodotti agricoli destinati all’alimentazione umana.

Le denominazioni protette si distinguono in:

  • DOP (denominazione d’origine protetta)
  • IGP (indicazione d’origine protetta).

I prodotti DOP sono quelli per i quali la produzione, la trasformazione e la elaborazione del prodotto avvengono in un’area geografica determinata; gli IGP invece si differenziano dai DOP perché basta che uno solo dei processi produttivi avvenga nell’area geografica determinata.

Per beneficiare delle denominazioni protette, siano esse DOP o IGP, un prodotto agricolo o alimentare deve rispettare un disciplinare di produzione in cui devono essere riportate:

- la descrizione del prodotto e le sue principali caratteristiche fisiche, chimiche, microbiologiche e/o organolettiche;

- la delimitazione della zona di produzione geografica;

- il metodo utilizzato per l’ottenimento del prodotto.

Il rispetto del disciplinare di produzione deve essere certificato da un organismo terzo rispetto al produttore.

Con l’adozione delle produzioni protette ai consumatori vengono garantite l’origine del prodotto stesso, la provenienza delle materie prime, la localizzazione della produzione e della trasformazione. Pertanto, in sintesi, è possibile affermare che i prodotti certificati DOP e IGP garantiscono:

1 – tracciabilità, in quanto tutto il processo produttivo è “seguito” e certificato;

2 – tipicità, perché il prodotto è frutto di metodi tradizionali di produzione;

3 – serietà, atteso che i prodotti sono regolamentati da norme nazionali e comunitarie.

I prodotti DOP e IGP una volta ottenuta la certificazione da parte del competente organismo possono fregiarsi dell’apposito marchio europeo che andrà apposto sull’etichetta commerciale.

Oltre al logo DOP o IGP, per legge tutti i prodotti alimentari, devono riportare in etichetta delle indicazioni obbligatorie che devono essere comprensibili e visibili, leggibili ed eventualmente indelebili. Inoltre i caratteri delle scritte devono avere dimensioni di almeno 1,2 mm (salvo gli imballaggi o contenitori di piccole dimensioni).

Le indicazioni che devono essere apposte obbligatoriamente in etichetta sono:

  • La denominazione;
  • Gli ingredienti;
  • Le sostanze che provocano allergie o intolleranze;
  • La quantità netta dell’alimento;
  • Il termine di conservazione o la data di scadenza;
  • Le norme di conservazione;
  • Il paese d’origine o il luogo di provenienza per taluni prodotti quali la carne, l’olio e il latte;
  • Le istruzioni per l’uso, nei casi in cui la loro omissione potrebbe rendere difficoltoso l’uso adeguato dell’alimento;
  • Il titolo alcolometrico in volume, per le bevande che contengono più dell’1,2% di alcol in volume;
  • Una tabella nutrizionale.

Le certificazioni di qualità, la provenienze delle materie prime, l’igiene degli alimenti e dei prodotti alimentari possono essere considerati indicatori di quantità e qualità, garanti della salubrità e sicurezza degli alimenti stessi; laddove per sicurezza si intende la consapevolezza della qualità igienico-sanitaria, nutrizionale e organolettica, la qualità ambientale dei processi di produzione, trasformazione, preparazione, fino al consumo dei cibi.

Tali concetti di qualità e sicurezza degli alimenti sicuramente dipendono da tutti gli attori coinvolti nella filiera agroalimentare che va dalla produzione dei prodotti d’origine fino al consumo, attraverso la lavorazione e la preparazione.

Ma la qualità e la sicurezza degli alimenti lungo l’intera filiera, insieme a sistemi di monitoraggio delle giuste operazioni di produzione,  devono essere inserite in procedure atte a garantire la salvaguardia dei prodotti.

Le misure di salvaguardia nel settore agroalimentare devono coprire l’intera filiera alimentare. A tal fine il legislatore di fatto attribuisce al mondo della produzione la responsabilità primaria di una produzione alimentare sicura, che in uno con i controlli ufficiali da parte degli organi preposti, rende efficaci e rapide le misure di correzione di fronte a eventuali emergenze che dovessero manifestarsi in qualsiasi punto della filiera. Tale concetto è facilmente evidenziabile con l’attuazione del sistema di autocontrollo dell’igiene degli alimenti, l’HACCP (Hazard Analisis Critical Control Point), obbligatorio per legge, dove tutte le aziende sono tenute ad adottare le azioni indispensabili per garantire la sicurezza igienica e la salubrità dei prodotti alimentari e quindi l’idoneità degli alimenti al consumo.

Alla luce di quanto sopra è possibile concludere che per i prodotti individuati le misure di salvaguardia per i consumatori e per i medesimi prodotti sono individuabili nelle certificazioni di prodotto e di processo e nel rispetto e applicazione dei manuali di HACCP.

L’uso di prodotti tipici di qualità in possesso della certificazione DOP e/o IGP e la corretta etichettatura dei prodotti stessi, sono requisiti fondamentali di tutela delle produzioni e garanzia per i consumatori.





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