CICERI E TRIA

Pubblicato il 26/8/2015 da alessandro capodieci



Localizzazione


Descrizione

Le origini di questo piatto sono antichissime. Se ne trovano tracce nell’opera “Le Satire” di Orazio (scritto nel 30 AC), in cui il poeta descriveva una minestra composta da ceci e pasta fresca, denominata “lagane”. Il nome è poi cambiato in “tria”, ossia pasta secca .
Un tempo, questa ricetta antichissima veniva preparata tradizionalmente il giorno della Festa del Papà, il 19 marzo, ed era uno dei piatti principali delle famose “Tavole di San Giuseppe”, tradizionale evento in cui si imbandivano dei banchetti nei cortili e si invitavano i poveri del paese a degustare il cibo .
Gli ingredienti base, poverissimi, venivano trasformati dalle mani delle donne salentine in piatti ricchissimi di gusto. Oggi, ogni nonna salentina ha la sua ricetta segreta, e ne esistono naturalmente numerose varianti.

Ingredienti

INGREDIENTI: (4 persone)  -350 gr. di ceci secchi-1 cucchiaino di bicarbonato-sale grosso (3 cucchiai)-peperoncino fresco-qualche foglia di alloro-1 cipolla bianca-olio extravergine di olivaper la "Tria" -500 gr di farina  di grano duro -sale fino-acqua q.b.


Preparazione

I ceci, rigorosamente secchi, vanno immersi in acqua fredda e bicarbonato la sera prima della preparazione del piatto, e poi accuratamente risciacquati prima della cottura. Per farli rimanere croccanti al punto giusto, bisogna dunque fare attenzione al tempo di cottura, che dipende anche dalla grandezza dei ceci. La cottura può variare dall’ora e trenta alle due ore. Le due regole che Maria suggerisce sono legate all’utilizzo esclusivo del cucchiaio di legno, e al consiglio di  non buttare mai l’acqua di cottura, che potrà essere utilizzata per altre ricette o anche solo per annaffiare le piante! La lunga cottura dei ceci permette di preparare, nel frattempo, sia la base del condimento che la “tria”. Come base preparare un bel soffritto di cipolla finemente tritata al quale aggiungere il peperoncino fresco a pezzettini e qualche foglia di alloro. Non bisogna mai essere tirchi con l’olio –ricorda Maria- al quale va aggiunta, lentamente, un po’ d’acqua di cottura dei ceci, che saranno aggiunti e insaporiti non appena pronti.Nel frattempo preparare la “tria”,  piccole strisce di pasta fatta in casa.Per l’impasto, la consistenza della pasta è fondamentale. Più si lavora, migliore sarà il risultato. Sulla “banca” di legno e senza matterello, Maria la stende ancora con un manico di scopa, perché è cosi che ha imparato a farlo. Poi suggerisce di tagliarne alcune striscioline di una larghezza di circa 2 cm e lunghe 4. Circa un terzo verranno fritte in olio d’oliva, mentre il resto viene cotto in acqua bollente e salata. Una volta pronta la pasta, viene immersa con un po’ d’acqua di cottura nella bella pentola con il preparato di ceci, e lasciata riposare per un paio di minuti. Infine, viene aggiunta la pasta fritta, che oltre a dare croccantezza e sapore al piatto, è un dettaglio divertente per rende il piatto allegro e dorato.  Versione moderna:Si possono sostituire i ceci secchi con quelli precotti in barattolo.Per la tria,  si possono comprare le sfoglie di pasta fresca e tagliarle in piccole strisce.









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