LA SCAPECE GALLIPOLINA

Pubblicato il 26/5/2015 da Francesca Margarito



Localizzazione


Descrizione

La "scapece gallipolina" è l'eredità della storia medievale. Durante gli attacchi via mare, gli abitanti della città erano costretti a rimanere all'interno della città per lunghissimi periodi. Grazie all'abbondante disponibilità di pesce utilizzato per prepararla e la grande quantità di aceto permettevano di avere numerose conserve per lunghi periodi. 

Nelle sagre locali la "scapece" non manca mai, l'intensità del suo odore è talmente forte da essere percepito anche a molti metri di distanza. Proprio per questo motivo "o si ama, o si odia". 

Durante la nostra incursione abbiamo incontrato la famiglia Manno, produttori di "scapece gallipolina" da sette generazioni. Basta assaggiare i loro prodotti per capire il perché. 







Ingredienti

- olio;
- sale;
- farina;
- aceto;
- zafferano;
- mollica di pane;
- pesce: ope o masculari.


Preparazione

- mescolare l'aceto con lo zafferano e metterlo da parte;
- preparare in una pentola l'olio per la frittura;
- pulire i pesci, infarinarli e friggerli;
- togliere i pesci dalla pentola alla giusta cottura e riporli in un recipiente con carta assorbente;
- bagnare abbondantemente la mollica con aceto e zafferano e lasciar riposare;
- riporre prima la mollica e poi il pesce fritto in un ampio recipiente in legno.
L'ingrediente segreto? Il cuore!









Programma di Sviluppo Rurale Puglia 2007-2013
Asse IV – Fondo FEASR– Misura 421
Progetto di cooperazione transnazionale “LEADERMED”:
TUTELA E VALORIZZAZIONE DELLE CULTURE LOCALI SULLA DIETA MEDITERRANEA


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