Santuario della Madonna di Ibernia e Corrucolo - Cisternino

Pubblicato il 20/5/2015 da Graziana Semeraro



Localizzazione


Descrizione


A Cisternino vige ancora oggi un'usanza legata al lunedì di Pasqua, secondo la quale i Cistranesi si recano presso il famoso santuario della Madonna d'Ibernia (Madonna de Bernis) per festeggiarne il culto. Questa tradizione risale alla presenza nel piccolo centro di una comunità di monaci basiliani, così importanti nella vita religiosa e nello sviluppo della stessa in quasi tutta la Puglia.

Il famoso santuario della Madonna d'Ibernia è situato a circa 3 chilometri dal centro abitato, in direzione Monti, e risale al XII secolo. Il primo accenno sul santuario lo troviamo in una bolla inviata da Papa Alessandro III nel 1180 a Stefano Vescovo di Monopoli, per confermargli la giurisdizione ecclesiastica su di esso. Secondo la tradizione sarebbe stata proprio la Vergine Maria con un'apparizione ad indicare il punto preciso dove voleva che sorgesse il santuario, lasciando un'orma del piede sulla roccia. Il Santuario venne costruito sui resti di un preesistente cenobio basiliano, non distante da un antico tempio pagano dedicato a Cibele, dea della fertilità.

 

IL CULTO DELLA MADONNA DI IBERNIA

La consuetudine prevede che la mattina del Lunedì dell'Angelo, all'alba, una lenta processione parta dalla Chiesa che conserva l’immagine sacra della Madonna, attualmente la Chiesa Nuova di Cisternino, per recarsi al Santuario. La Madonna d’Ibernia è considerata la Madonna delle Uova, cioè della procreazione e dell’abbondanza. Infatti, oltre alla processione del lunedì di Pasqua, molto sentito dalla popolazione è il pellegrinaggio al santuario per quindici sabati consecutivi di tutte le donne vicine alla maternità. Due sono gli elementi centrali del rito, la processione e il pasto rituale. La processione rappresenta il momento di ridefinizione del senso di appartenenza ad una comunità, in questo caso religiosa, in quanto fa nascere un forte senso di identità fra coloro che vi partecipano. Inoltre l’esposizione dell’elemento sacro al di fuori del proprio contesto, ovvero l’ostensione dell’immagine Sacra della Madonna  di Bernis per le strade di Cisternino, non fa altro che amplificare questa appartenenza attorno ad un elemento fisico che veicola il valore emozionale del rito.

Si ritiene che esista una stretta relazione fra questo culto e quello dedicato a Cibele, dea pagana della fertilità, infatti molteplici sono le similitudini fra i due culti, in particolare il dolce portato in offerta al Santuario proprio il Lunedì dell’Angelo, ossia il corrucolo. Infatti questo dolce, che si configura come dono propiziatorio, sembrerebbe essere il medesimo che i fanciulli pagani offrivano a Cibele per propiziare la fecondità, durante le festività primaverili.

 

IL CORRUCOLO

Il  corrucolo è un dolce semplice e genuino che ha come ingrediente principale l’uovo, non solo in quanto base dell’impasto ma soprattutto perché uno o due uova crude intere vengono “inserite” sulla superficie del dolce prima della cottura in forno, proprio per evidenziare il simbolismo propiziatorio di questo alimento. Tradizionalmente il corrucolo viene realizzato secondo due forme ben precise, a forma di borsetta (con due uova sode) e una a forma di bambola (con un uovo sodo nel grembo). Entrambi rappresentano la resurrezione e quindi un augurio per le giovani vite, pertanto si donano ai bambini, in particolare la “bambola” alle bambine e la “borsetta” ai bambini. E’ usanza anche lo scambio tra fidanzati. La preparazione del corrucolo avviene solitamente nel corso della Settimana Santa, ma, poiché il dolce si conserva bene, talvolta può essere cucinato anche nei giorni precedenti. Oggi il corrucolo può avere diverse forme, una corona intrecciata, un agnello o una colomba, può essere decorato con granella di zucchero o confettini colorati e in alcuni casi può essere anche ricoperto di glassa.   

Il pasto rituale che si svolge al termine del rito religioso assume un valore altamente simbolico, in quanto il corrucolo è cibo che ha un significato strettamente legato al contesto territoriale e rituale, ha un significato comunicativo ben preciso esclusivamente perché si consuma nel periodo di Pasqua e all’interno del rituale legato alla Vergine d’Ibernia che è la Madonna dell’abbondanza.

Infatti l'uovo, oltre ad essere chiaramente un simbolo pasquale trova il suo significato più profondo nelle radici pagane: il dono dell'uovo è un simbolo bene augurale, indica la rinascita, il rinnovarsi della vita. È simbolo innegabile di fertilità e quindi propiziatorio nei confronti della stagione primaverile iniziata, così come della vita. 








Programma di Sviluppo Rurale Puglia 2007-2013
Asse IV – Fondo FEASR– Misura 421
Progetto di cooperazione transnazionale “LEADERMED”:
TUTELA E VALORIZZAZIONE DELLE CULTURE LOCALI SULLA DIETA MEDITERRANEA


Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.



GAL Sud-Est Barese S.c.m. a r.l.
Sede Operativa: Via Nino Rota, 28/A -
70042 Mola di Bari (BA)
Tel. +39 080 4737490 + Fax. +39 080 4731219 - P. IVA 07001380729
PEC: galseb@gigapec.it - info@galseb.it